La revisione, pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet, ha analizzato i dati raccolti tra il 2020 e il 2025 relativi ai vaccini a mRna sviluppati da Pfizer-BioNTech e Moderna. Secondo gli autori, l’esame di miliardi di dosi somministrate nel mondo conferma che questi vaccini presentano un profilo di sicurezza favorevole e hanno dimostrato un’elevata efficacia nella prevenzione delle forme più gravi della patologia.
Lo studio ha preso in considerazione anche gli eventi avversi segnalati dopo la vaccinazione. In particolare, miocardite e pericardite sono risultate rare: l’incidenza osservata è stata di 12,6 casi per milione di dosi per il vaccino Pfizer-BioNTech e di 35,6 casi per milione per quello Moderna.
Gli autori sottolineano inoltre che il rischio di sviluppare queste complicanze è risultato più elevato in seguito all’infezione da Covid-19 rispetto alla vaccinazione. I disturbi più comuni, come dolore nel punto di iniezione, affaticamento e febbre, sono stati generalmente lievi e di breve durata.

Tra coloro che hanno commentato la pubblicazione figura anche l’infettivologo Matteo Bassetti, che sui propri canali social ha definito i risultati «inconfutabili», affermando che i vaccini a mRna sono sicuri ed efficaci. Secondo il medico, la revisione conferma inoltre che questa tecnologia non modifica il DNA umano, ma fornisce temporaneamente alle cellule le istruzioni necessarie per riconoscere il virus, degradandosi successivamente in modo naturale.
Bassetti ha inoltre evidenziato come, nel periodo immediatamente successivo alla vaccinazione, l’analisi riporti un’efficacia del 93% contro il ricovero ospedaliero e del 94% contro la mortalità. Ha sottolineato anche che gli eventi avversi gravi sono risultati molto rari e che le evidenze raccolte potrebbero favorire lo sviluppo di nuove applicazioni della tecnologia a mRna in ambiti come influenza stagionale, virus respiratorio sinciziale (RSV), alcune malattie autoimmuni e diverse forme di tumore.