Secondo il XXV Rapporto annuale dell’INPS, presentato nel luglio 2026, la spesa complessiva destinata ai redditi pensionistici ha raggiunto nel 2025 i 371 miliardi di euro, in netto aumento rispetto ai 347 miliardi registrati nel 2023. Un incremento significativo che riporta al centro dell’attenzione il tema della sostenibilità del sistema previdenziale.
Il dato più rilevante è che l’aumento della spesa non dipende da una crescita del numero dei pensionati, rimasto sostanzialmente stabile a circa 16,4 milioni di persone, ma dall’incremento degli importi medi degli assegni e dalla rivalutazione delle prestazioni erogate. L’assegno medio lordo mensile è infatti salito a circa 1.885 euro.
Sul fronte delle entrate arrivano comunque segnali positivi. I contributi sociali hanno superato i 273 miliardi di euro, con un aumento del 3,8% rispetto all’anno precedente, mentre le entrate contributive complessive hanno raggiunto i 294 miliardi. Un risultato favorito anche dalla crescita dell’occupazione e dall’aumento dei lavoratori assicurati all’INPS.

Resta però un elemento centrale: i contributi versati non sono sufficienti a coprire l’intera spesa per pensioni e prestazioni. A colmare il divario intervengono i trasferimenti dello Stato, che nel 2025 hanno raggiunto circa 165 miliardi di euro destinati alla gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali.
Secondo il rapporto, il sistema continua oggi a mantenere il proprio equilibrio grazie alla crescita dell’occupazione e delle entrate contributive. Tuttavia, il futuro resta legato a fattori come il calo delle nascite, l’allungamento della vita media e il crescente peso della componente assistenziale, elementi che nei prossimi anni potrebbero incidere in modo sempre più significativo sulla sostenibilità della previdenza italiana.