Il dispositivo è destinato ad adulti con tetraplegia derivante da lesioni del midollo spinale cervicale, consentendo loro di controllare dispositivi robotici per la riabilitazione tramite segnali cerebrali. Questo li aiuta a svolgere attività quotidiane come afferrare oggetti, mangiare e bere in modo più indipendente.
Il sistema utilizza un design minimamente invasivo: i sensori vengono posizionati sulla dura madre (la membrana protettiva che circonda il cervello) senza penetrare il tessuto cerebrale, riducendo così il rischio di emorragie, infezioni e degrado del segnale a lungo termine. Nelle sperimentazioni cliniche che hanno coinvolto 36 pazienti in 11 ospedali, la tecnologia ha raggiunto un tasso di successo del 100% nel controllo di dispositivi di assistenza basati su segnali cerebrali, aprendo la strada alla sua approvazione commerciale.
Al contrario, il chip Neuralink di Elon Musk è ancora in fase di sperimentazione clinica sull’uomo negli Stati Uniti.
Fonte: Università Tsinghua