A Livorno Protti non è stato soltanto un attaccante prolifico. È diventato capitano, simbolo e punto di riferimento di una squadra capace di risalire dalla Serie C fino alla Serie A. Il suo numero 10 è stato ritirato dal club, gesto riservato a chi lascia un segno profondo. Anche dopo il ritiro aveva continuato a rappresentare una presenza costante e una vera bandiera cittadina.

Negli ultimi mesi aveva condiviso aggiornamenti sulle proprie condizioni, alternando momenti difficili a piccole riprese. L’ultima apparizione pubblica risaliva alla fine di maggio, in occasione del matrimonio della figlia Noemi. Anche in quel periodo complesso, Protti aveva conservato lucidità, affetto verso gli altri e grande dignità. La sua testimonianza aveva mostrato forza interiore e sincera vicinanza umana.
La sua eredità va oltre i gol e le statistiche. Protti lascia il ricordo di un campione capace di restare semplice, diretto e profondamente legato alla gente. Per Livorno, Bari e per molti appassionati italiani, il suo nome continuerà a rappresentare passione, lealtà e appartenenza. Restano una carriera irripetibile e un ricordo destinato alla memoria sportiva.
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