Il docufilm diretto da James Rogan ricostruisce il naufragio della Costa Concordia attraverso testimonianze e immagini d’archivio, riportando al centro una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica. Tra i protagonisti emerge Francesco Schettino, ex comandante della nave coinvolta nel naufragio dell’Isola del Giglio e figura principale delle vicende giudiziarie successive al tremendo episodio marittimo.
La notte del 13 gennaio 2012 segnò una svolta agghiacciante quando la nave urtò gli scogli vicino alla costa toscana e iniziò una complessa fase di emergenza. Passeggeri ed equipaggio furono coinvolti nelle operazioni di evacuazione e soccorso coordinate dai diversi servizi intervenuti in quelle ore concitate.
Le indagini portarono a individuare responsabilità precise e la giustizia italiana concluse il procedimento con una condanna definitiva a sedici anni per Schettino. La sentenza ha indicato l’ex comandante come responsabile della serie di scelte che precedettero il naufragio e l’abbandono della nave prima del completamento delle procedure di sicurezza previste. Un passaggio che segnò profondamente l’intera vicenda.

Attualmente Francesco Schettino è detenuto nel penitenziario di Rebibbia a Roma, dove una notizia appena arrivata fa sapere che mantiene una condotta esemplare e partecipa ad attività formative.I rapporti della casa circondariale parlano di lui come un detenuto rigoroso e disciplinato, fortemente orientato verso il riscatto personale e impegnato in un costante percorso di formazione che lo ha portato a seguire corsi universitari in materie giuridiche e giornalistiche.
Nel 2025, una domanda per ottenere la semilibertà collegata a un possibile incarico presso la Fabbrica di San Pietro in Vaticano è stata poi ritirata per difficoltà legate al progetto lavorativo. Il documentario Netflix riapre quindi il dibattito su una delle pagine più discusse della cronaca marittima recente, offrendo un racconto umano che riporta alla luce memorie e interrogativi rimasti vivi nel tempo attraverso prospettive capaci di coinvolgere ancora pubblico davanti allo schermo.