Per l’estate, la presidente del Consiglio ha espresso il desiderio di ritagliarsi alcuni giorni di maggiore normalità, lontano dagli appuntamenti politici e dalla presenza costante di fotografi e giornalisti.
L’obiettivo è recuperare quello che lei stessa identifica come «tempo lento»: poter giocare, parlare, leggere o semplicemente stare insieme senza dover controllare continuamente l’orologio e senza la necessità di interrompere un momento familiare per un nuovo impegno.
Le vacanze diventano così anche un’occasione per compensare, almeno in parte, il tempo che durante l’anno viene inevitabilmente assorbito dal lavoro.
La preoccupazione per l’adolescenza
Nel colloquio Meloni ha affrontato anche un altro passaggio della crescita della figlia: l’avvicinarsi dell’adolescenza.
La premier ha espresso attenzione nei confronti dell’utilizzo di smartphone, social network e schermi, strumenti ormai profondamente presenti nella vita dei ragazzi. A questi si aggiunge il tema dell’intelligenza artificiale, rispetto al quale Meloni ha manifestato cautela pensando agli utilizzi che possono riguardare una ragazza della sua età.
È un’altra sfida del ruolo genitoriale: accompagnare i figli in un mondo digitale in continua evoluzione, cercando di stabilire limiti e regole senza perdere il dialogo.
La stanchezza dopo gli anni al governo