Italia in lutto: l’annuncio poco fa…Altro…

Italia in lutto: l’annuncio poco fa…Altro…

Un lunedì da dimenticare, un lunedì triste, quello odierno, dopo l’annuncio, appena giunto, che ha scosso nel profondo milioni di utenti.  La notizia del decesso ha lasciato tutti senza parole.

In pochissimo tempo, è rimbalzata sui siti d’informazione e sul web, generando un’ondata impressionante di messaggi di cordoglio. Ci si è stretti tutti attorno ai familiari dello scomparso. Lacrime e amarezza hanno preso il sopravvento.

Mentre ne viene ripercorsa la carriera,     in tanti si affidano ai ricordi. C’è chi lo ha conosciuto direttamente, chi per la sua fama ma  non c’è nessuno che sia rimasto impassibile. Perché il vuoto della sua assenza è incolmabile.

Livio Berruti si è spento a 87 anni, lasciando un vuoto enorme nell’atletica italiana. La notizia chiude il percorso di un campione capace di trasformare una gara olimpica in un’immagine indelebile. Per comprendere la portata della sua carriera, bisogna tornare a Roma, nell’estate del 1960, quando tutto cambiò davanti al mondo.In quei Giochi, il giovane torinese si presentò ai blocchi dei 200 metri senza apparire come il favorito assoluto. La pista era in terra battuta, lontanissima dagli impianti moderni, e ogni dettaglio rendeva quella sfida particolarmente dura. Eppure, proprio lì, Berruti preparava la corsa destinata a sorprenderlo davanti a tutti.

Quella finale divenne il momento più luminoso della sua storia. Berruti vinse l’oro nei 200 metri e diventò il primo europeo a conquistare il titolo olimpico nella specialità, interrompendo il lungo dominio statunitense. La sua falcata fluida e precisa gli guadagnò il soprannome di “angelo”, perfetto per descriverne lo stile.Il successo non rimase un episodio isolato. Livio Berruti tornò ai Giochi di Tokyo nel 1964, raggiungendo la finale individuale e chiudendo quinto, oltre a correre nella staffetta 4×100. Quattro anni dopo, a Città del Messico, conquistò il quinto posto con la squadra azzurra, confermando una continuità agonistica di rilievo.Dopo l’attività agonistica, Berruti rimase vicino allo sport e alla comunicazione. Nel 2006 fu tra gli italiani scelti per portare la bandiera olimpica alla cerimonia di chiusura dei Giochi invernali di Torino, sua città natale. Il presidente Sergio Mattarella lo ha ricordato come una figura altamente rappresentativa dello sport italiano.Tra i messaggi più sentiti figura quello di Marcell Jacobs, che ha indicato Berruti come un riferimento per gli sprinter italiani. «La leggerezza di Berruti è un modello per noi velocisti».

Vedi anche

Next »
Next »