Conversazioni oneste e rispettose possono contribuire a ricostruire un legame più autentico e sano, anche se certamente è più facile a dirsi che a farsi.

Mancanza di comunicazione e di aspettative chiare
A volte, questa distanza deriva semplicemente da un malinteso o da una scarsa comunicazione tra i figli e i genitori . Se i genitori danno per scontato che i figli sappiano di essere sempre i benvenuti, i bambini potrebbero esitare a fare visita con maggiore frequenza.
Quando questi presupposti rimangono impliciti, creano una distanza tra figli e genitori. Ciò che uno percepisce come rispetto per lo spazio altrui o come segno di considerazione per il suo tempo, l’altro lo interpreta come mancanza di interesse o di tempo.
Le ricerche dimostrano quanto siano importanti queste piccole abitudini.
Uno studio pubblicato sul Journal of Family Communication ha rivelato che il fattore più importante per mantenere una famiglia unita non è il numero di riunioni familiari durante le festività, bensì i piccoli gesti di solidarietà. Questi includono l’invio di brevi messaggi o telefonate concise per chiedere: “Com’è andata la giornata?”. Tali comportamenti, soprattutto all’interno delle famiglie, dimostrano un maggiore sostegno reciproco. Al contrario, le famiglie che rimangono vaghe sulle proprie aspettative tendono ad allontanarsi senza nemmeno rendersene conto.
La verità è che, una volta che la distanza aumenta, è difficile colmarla. In definitiva, la chiave è preservare il significato della relazione assicurandosi che ciascuna persona comprenda chiaramente la propria posizione.
Mancanza di supporto emotivo
Quando i genitori non riconoscono le emozioni dei figli durante l’infanzia, ciò può avere conseguenze negative durature. I bambini che sono stati ignorati o che hanno sentito che i loro sentimenti non contavano spesso continueranno a credere, anche da adulti, che le loro emozioni non abbiano valore. Questo rende estremamente difficile per loro instaurare relazioni profonde con gli altri. Invece di aprirsi, sono costretti a mantenere una distanza emotiva e a preservarla, spinti da un istinto di sopravvivenza.
La spiegazione scientifica di questo fenomeno è piuttosto semplice. Secondo l’ American Psychological Association , la nostra capacità di instaurare legami affettivi in età adulta è determinata dal nostro sviluppo emotivo durante l’infanzia. Se questi bisogni non vengono soddisfatti, ciò generalmente porta a una relazione difficile, a una mancanza di affetto e a un risentimento latente che può persistere tra genitore e figlio per molti anni.
Una volta raggiunta l’età adulta, è probabile che questi figli smettano di chiamare i genitori o che mantengano con loro solo un rapporto superficiale e conversazioni limitate. Inoltre, non lo faranno per ferire i genitori, ma per proteggersi da ulteriori sofferenze.
È assolutamente possibile superare questo problema, ma si tratta di un processo bidirezionale che richiede di ripercorrere le esperienze passate e di creare un nuovo spazio in cui la discussione franca sia benvenuta anziché essere respinta.

Narcisismo genitoriale
Costruire una relazione sana ed equilibrata diventa una lotta continua quando il genitore mette i propri bisogni e le proprie emozioni prima di quelli dei figli.
Invece di offrire una spalla su cui piangere o un orecchio attento, il genitore narcisista può semplicemente ignorare le emozioni del figlio o mettersi sulla difensiva non appena viene criticato. Questo crea un’enorme frattura tra i due, poiché i figli di genitori narcisisti tendono a sentirsi invisibili durante la crescita e, una volta adulti, prendono le distanze per preservare la propria tranquillità.
Dal punto di vista clinico, i risultati sono piuttosto chiari. Le ricerche dell’American Psychological Association illustrano i danni che la mancanza di empatia genitoriale può causare allo sviluppo emotivo e, di conseguenza, alle relazioni. Quando da bambini non si viene veramente ascoltati, è difficile sentirsi sicuri in una relazione intima con qualcuno da adulti.
Tuttavia, quando le visite diventano meno frequenti o addirittura inesistenti, è naturale tendere a dare la colpa al bambino. Eppure, molti genitori non si rendono conto che questo non fa altro che peggiorare la situazione, o quel che ne resta.
Una conversazione aperta e priva di giudizi può aiutare a scoprire il “perché” di questa distanza e persino offrire l’opportunità di ricucirla.