Va però considerato che questa scelta comporta generalmente il calcolo dell’assegno con il metodo contributivo, una modalità che spesso determina una pensione più bassa rispetto a quella ottenibile attendendo i requisiti ordinari.
Un sistema sempre più selettivo
Le nuove prospettive previdenziali confermano una direzione precisa: aumentare la flessibilità senza compromettere la sostenibilità dei conti pubblici.
Per questo motivo le uscite anticipate restano possibili, ma sono accompagnate da requisiti contributivi rigorosi e da condizioni economiche che limitano l’accesso a una parte dei lavoratori.
Chi si avvicina alla pensione farebbe bene a verificare periodicamente la propria posizione contributiva e a valutare con attenzione le diverse opzioni disponibili, perché anche pochi mesi di contributi o differenze nell’importo maturato possono influire in modo significativo sulla data effettiva di uscita dal lavoro