Il 24 giugno, la procura di Agen ha reso pubblici i risultati dell’autopsia eseguita sul corpo di Lyhanna. Gli esami sono stati condotti dall’Istituto di Ricerca Criminale della Gendarmeria Nazionale di Pontoise, nella Val-d’Oise.
Secondo la relazione redatta dai tre medici legali incaricati dell’esame, la causa del decesso non può essere determinata con certezza in questa fase. Gli specialisti indicano che le indagini finora condotte non hanno permesso di identificare con precisione la causa della morte della studentessa.
Questa mancanza di una conclusione definitiva non significa, tuttavia, che le indagini si siano interrotte. Al contrario, diversi riscontri emersi dall’autopsia hanno fornito agli inquirenti nuove informazioni.
Risultati importanti rilevati dagli esperti
Nella loro relazione, i medici hanno affermato di non aver osservato alcuna lesione traumatica cervicale visibile o trauma interno che potesse spiegare direttamente il decesso.
Tuttavia, altri segni hanno attirato la loro attenzione. Gli esperti hanno menzionato in particolare segni sugli arti superiori e inferiori della vittima, descritti come “fortemente indicativi di lesioni da costrizione”. Questi segni sono stati osservati nonostante non siano stati trovati dispositivi di costrizione sul corpo.
L’autopsia ha inoltre rivelato lividi agli angoli della bocca e all’interno della cavità orale. Questi riscontri sono tra quelli che hanno spinto gli investigatori ad approfondire alcune piste che stavano seguendo fin dall’inizio del caso.
Un importante sviluppo nei procedimenti legali
I risultati dell’autopsia, unitamente alle analisi biologiche precedentemente effettuate, hanno portato la procura a concludere che la giovane vittima era stata violentata.
Nella sua dichiarazione, il pubblico ministero di Agen, Olivier Naboulet, indica che i risultati forensi e biologici convergono verso questa conclusione.
A seguito di questi nuovi sviluppi, le accuse contro Jérôme Barella sono state modificate e ampliate. L’indagato è ora processato per “omicidio di un minore di quindici anni, preceduto o accompagnato da stupro” nonché per “stupro di un minore di quindici anni mediante violenza, coercizione, minaccia o sorpresa”.
Queste nuove accuse aggravano notevolmente le imputazioni a suo carico. Esse espongono il presunto colpevole al rischio di una condanna all’ergastolo.
Ulteriori valutazioni da parte di esperti sono tuttora in corso.
Nonostante questi significativi progressi nel caso, rimangono molti interrogativi. Le circostanze esatte del decesso non sono ancora state accertate in modo definitivo.
Nel tentativo di ottenere ulteriori risposte, la procura ha annunciato la prosecuzione dell’indagine scientifica. Sono stati richiesti ulteriori esami istopatologici, nonché un’analisi tossicologica.
Secondo il pubblico ministero, queste analisi peritali sono già in corso, ma richiedono tempo. Le procedure scientifiche coinvolte sono complesse e i risultati non possono essere ottenuti immediatamente.
Inoltre, Jérôme Barella continua a negare le accuse a suo carico. Fino a questo sviluppo del procedimento, era sotto processo per sequestro di persona e detenzione illegale.
Mentre le analisi proseguono, gli inquirenti sperano che le prossime perizie possano far luce sulle circostanze precise della morte di Lyhanna e integrare le prove già raccolte in questo  caso giudiziario .